Città costiera della Dalmazia,
situata su un’isoletta tra due canali. La parte
vecchia racchiude 32 chiese con 6 campanili pittoreschi
ed è in parte cinta dalle mura veneziane, tra Porta
di Terraferma a nord e Porta Marina a sud. Essa si stende
su un’isoletta in mezzo al brevissimo Canale di
Traù, fra la terraferma e l’isola di Bua,
sulla quale è sorta la parte più nuova,
e sulla quale furono un giorno le ville patrizie e i rifugi
solitari di umanisti e religiosi. La città ha notevoli
monumenti come i forti veneziani di Santa Maria e il Castello
Camerlengo, il Duomo e la Loggia Pubblica in Piazza dei
Signori. Famosi inoltre sono i Leoni, in particolare quello
nel bassorilievo sopra il tavolo dei magistrati nella
Loggia pubblica con l’iscrizione: “iniusti
punietur et semen impiorum peribit” (1471). Nelle
notti del primo e del 2 dicembre 1932 per ordine di Belgrado,
fu fatta una “strage” di questi leoni a forza
di dinamite. La passata italianità del paese di
Traù ha testimonianze anche molto antiche. Nel
Cinquecento, il Giustiniani, visitando la città,
osservò che gli uomini tra loro parlavano diffusamente
l’italiano, mentre nel focolare domestico con le
donne si usava l’illirico, in quanto le donne non
conoscevano l’italiano. Nel 1797 Traù cessò
di far parte di uno stato italiano e assieme a tutta la
Dalmazia venne assegnata all'Austria. Secondo i censimenti
austriaci nel 1880 si contavano 1960 italiani su 3129
abitanti, che negli anni successivi diminuirono bruscamente
(erano 171 nel 1890 e 170 nel 1900, ma non vi furono migrazioni
in quel periodo). Nonostante il suo carattere italiano,
non venne ricompresa nel territorio dalmata promesso all'Italia
col patto di Londra. Durante la seconda guerra mondiale,
Traù tornò a far parte dell'Italia solo
per due anni, in seguito venne assegnata alla repubblica
di Jugoslavia. Il piccolo centro di Traù conserva
oggi intatta la sua bellezza ed è meta di numerosi
turisti, tra cui molti italiani.
I Castelli
La zona costiera compresa tra Spalato
e Traù è chiamata Riviera dei
Castelli e comprende sette paesini che al
tempo della Repubblica di Venezia si svilupparono intorno
a dei castelli fortificati. Tali paesi, un tempo tutti
abitati anche da italiani sono: Castel San
Giorgio, Castel Gomilizza,
Castel Vecchio, Castel
Nuovo, Castel Cambi,
Castel Vitturi e Castel
Staffileo. I nomi degli ultimi tre centri
abitati hanno origine dalle rispettive famiglie - spalatine
o tragurine- che hanno fondato
i paesi.
Bossoglina
Bossoglina o Marina (che nella toponomastica
slava conserva ancora il nome veneziano) si trova in una
bellissima posizione del Golfo di Traù a pochi
km dalla cittadina. Nel XVI secolo il vescovo di Traù
fece costruire un castello a difesa delle incursioni turche.
Tra i monimenti storici ricordiamo la porta della città,
la chiesetta di San Giovanni e la torre rinascimentale.
Tra Marina e Traù vi sono due paesi, Mandoler,
minuscolo villaggio che si affaccia sul mare, e Seghetto,
famoso per il Castello Rotundo e la chiesa di S. Maria.
Le
isole di Bua, Zirona Grande e Zirona Piccola
L'isola di Bua giace ad ovest di Spalato,
ed è separata dall'abitato di Traù da un
piccolissimo canale, ora collegato tramite un ponte girevole.
Ha una superficie di 29 kmq ed è coperta da macchie,
oliveti, fichi, carrubi e mandorli; la punta più
alta è il monte Rudina, con i suoi 218
metri di altezza. Il paese di Cerchio,
posto proprio di fronte a Traù, è il più
bello dell'isola, con le chiese di S. Maria e di S. Croce
nel Convento francescano. Sulla costa orientale dell'isola,
nei pressi della punta Marian, si trova l'abitato di S.
Pietro in Marian; più all'interno
vi sono i villaggi di Slatine
e Albania. Vicino all'isola
di Bua sono Zirona Grande, con un solo abitato importante,
Zirona, fino ad un secolo fa
con un nucleo di italiani, e Zirona Piccola, disabitata.