Dalmazia
Nizzardo
Valle d'Aosta
Svizzera italiana
Alto Adige
Venezia Giulia
Isole Ionie
Malta
Corsica

Search this site
powered by FreeFind

 

 
 
 

 


 

CITTA' E PAESI DELLA DALMAZIA
Tenin



Tenin

Tenin è una delle località più pittoresche all'interno della Dalmazia; situato ai piedi del monte Salvatore (m. 345 s.l.m.), su cui si erge una colossale fortezza, e sulla riva del fiume Cherca, in un'ampia valle dove da est confluisce il torrente Carsich. E' l'antico Ticinum e si crede che sorga sul posto di una antica città distrutta da Germanico, di nome Artuba, i cui abitanti si gettarono nelle acque della Cherca piuttosto che arrendersi ai Romani. Ebbe assedi dai Veneziani, Turchi, Francesi e Austriaci. L'11 settembre del 1688, dopo due settimane d'assedio, i Veneziani la strapparono ai Turchi. Eroe dell'impresa fu il dalmata Stojan Jankovic. Nella Chiesa di Santa Barbara è sepolto Bartolomeo Borelli di Bologna, morto nel 1736 e governatore della fortezza al servizio della Serenissima. L'ingresso alla fortezza è preceduto dal ponte levatoio e sormontato da un leone marciano, che, invece del libro, ha una croce.
Tenin, a forte maggioranza serba fino alla guerra di Jugoslavia, ha mantenuto sino alla prima guerra mondiale una piccola minoranza italiana, composta allora da qualche centinaio di persone. Di essa sono rimaste attualmente solo due italofoni, sopravvissuti anche all'ultima pulizia etnica che ha reso Tenin a maggioranza croata.

Indice pagina

Campo delle cinque chiese

Detta anche Episcopia o Biscupia, nei tempi antichi fu sede vescovile, da cui deriva il toponimo croato. Quello italiano invece ha origine nel fatto che nella piana dove giace il paesello vi erano anticamente cinque chiese, le cui fondamenta sono state recentemente rinvenute alla luce. Accanto ad una di queste, la Chiesa di Santa Maria, sorgeva il mausoleo della casata dei Terpimirovici. In un convento di francescani vi è un interessante museo archeologico, con suppellettili funerarie, oggetti vari e frammenti di arte cristiana medievale. Poco ad est, nella valle del Carsich, vi è la cascata di Topoglie, alta ventidue metri ma quasi asciutta d'estate. Accanto ad essa vi è una grotta che ha la sua caratteristica apertura tra le rocce dei monti sovrastanti.

Indice pagina

Vadoglio - Ottavizze - Siverich

Il villaggio di Vadoglio si trova tra Tenin e Dernis lungo la linea ferroviarie. Qui venne alla luce una lapide originariamente murata sul frontone d'altare della chiesa di San Giovanni e risalente all'anno 995.
Il paesino di Ottavizze, distante una decina di kilometri da Dernis, è famoso per aver dato i natali all'artista croato Ivan Mestrovic. Nei pressi si trova il Mausoleo di Mestrovic costruito nel 1927 e dedicato allo scultore. I bassorilievi sul portale raffigurano i vari membri della famiglia Mestrovic.
Più avanti si trova il villaggio di Siverich (m. 311 s.l.m.), ai piedi del monte Promina. Questa montagna, che ha nome da Promona, antica città che sorgeva nel suo versante orientale, è bene individualizzata, sovrastando con i suoi 1148 metri sul livello del mare tutta la zona circostante. E' in gran parte pietrosa ed arida, con vigneti e campi di granturco alla base e costituita da conglomerati, marne e calcari compatti, a strati regolari e quasi orizzontali. La sua formazione, insieme con i banchi di lignite che contiene, appartiene all'oligocene inferiore. Promona, già importante città illirica, venne conquistata dai dalmati nel 52 a.C., quindi assediata e presa dai consoli romani Marco Antonio Secondo e Lucio Scribonio Libone nel 34.

Indice pagina

Dernis

Dernis è situata in una conca verde, in prossimità del fiume Cicola, poco prima che questo si riversi nella Cherca. Il nome della cittadina deriva da un termine turco che significa "Porta della piana". E' formata da due parti: una vecchia nel fianco di un colle, con una antica moschea e un minareto, ed una moderna in piano, lungo una larga via che scende alla Cicola. Il paese era un tempo più vasto e i Turchi lo chiamavano la "piccola Sarajevo". Nel 1648 il provveditore generale veneto Leonardo Foscolo lo tolse ai Turchi, ma ne smantellò subito la fortezza, cosicché questi lo ripresero nello stesso anno; Dernis venne liberata definitivamente da essi solo nel 1683. Vicino a Dernis vi sono i paesi di Varivoda e Oclai, quest'ultimo capoluogo del territorio del monte Promina. In tutti i maggiori paesi da Tenin a Dernis vi era, secondo il Dainelli, una piccola minoranza italiana fino alla prima guerra mondiale.

Indice pagina

Scardona

Lungo il corso del fiume Cherca, in direzione di Sebenico, si trova il paese di Scardona. In questo punto il fiume forma un piccolo bacino, che precede la cascata di Scardona, alta, in più salti, quaranta metri e larga più di cento, tra rive pittoresche immerse nel verde. Il paese è sui due lati della strada principale che conduce ai Ponti di Breberio e a Bencovazzo. Lungo la via principale si trova la chiesa ortodossa, in piazza è la chiesa cattolica. Vi sono tracce scarse dell'antica città romana omonima, che nel VI secolo d.C. patì molto duramente le incursioni avare e slave. Dalla prima metà del Trecento Scardona andò a Venezia, per poi passare all'Ungheria e i Turchi. Dopo la caduta della Serenissima fu centro di insurrezione contro i francesi e Napoleone voleva raderla al suolo, ma poi commutò la pena in un'ammenda di centomila franchi. Scardona è patria del pittore Giorgio Di Tomaso. Il centro abitato, secondo le testimonianze, in passato aveva una consistente minoranza italiana.

Indice pagina

                                            

 

© 2003 www.irredentismo.it TUTTI I DIRITTI RISERVATI
Sito ottimizzato per una risoluzione di 1024x768. Browser consigliato: IE 6.0 o sup.