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LA QUESTIONE DEI CONFINI REGIONALI

Il Sud



Abruzzo e Molise

Abruzzo e Molise. L'Abruzzo e il Molise sono stati dall'Unità d'Italia fino al 1963 un'unica regione, quando, in seguito ad un progetto separatista avanzato da alcuni politici, mai seguito da un plebiscito popolare, si decise di separare l'allora provincia di Campobasso, storica provincia abruzzese, dal resto della regione e di dar luogo ad una nuova entità, denominata appunto "Molise". E' vero che dal XVII secolo al XIX il Molise era dipendente dalla Capitanata, ma i geografi del tempo - per l'affinità di usi, costumi e parlata - lo consideravano parte integrante degli Abruzzi. Attualmente, dopo cinquant'anni di divisioni, vi è un progetto di riunificazione delle due regioni avanzato dall'Associazione Majella Madre. Accanto a questo vi sono però progetti di fondazione del cosiddetto "Molisannio", fantomatica regione comprendente l'attuale Molise e la provincia di Benevento che si baserebbe sul comune carattere sannita dei due territori, e della "Moldaunia", ossia una regione con capoluogo Foggia che comprenderebbe il Molise e l'attuale provincia del tavoliere. Va segnalato infine che tra il Settecento e l'Ottocento vi fu uno scambio di comuni tra la Provincia di Abruzzo Citeriore (l'attuale provincia di Chieti) e il Contado di Molise: Castelguidone passò alla prima, mentre Agnone (famosa in tutto il mondo per la produzione di campane) venne ceduta alla seconda. Attualmente la cittadina molisana ha auspicato, insieme ai comuni della Val di Sangro isernina, di tornare a far parte dell'Abruzzo.

Abruzzo e Lazio. Nel 1927, con l'istituzione della provincia di Rieti, per regio decreto l'Abruzzo dovette cedere al Lazio il territorio del circondario di Cittaducale, costituito dai comuni di: Cittaducale, Lugnano di Villa Trojana (ora Vazia, frazione di Rieti), Cantalice, Leonessa, Castel Sant'Angelo, Borgo Velino, Antrodoco (con la cima del Monte Terminillo), Micigliano, Posta, Borbona, Cittareale, Amatrice, Accumoli, nonché quello che dai reatini viene chiamato l'"Aquilente", ossia il Cicolano con i comuni di: Pescorocchiano, Petrella Salto, Fiamignano e Borgocollefegato (ora Borgorose). Nonostante che da tanti anni tali comuni siano parte integrante del reatino, l'abruzzesità è rimasta negli usi, nelle tradizioni, nel dialetto (che è dello stesso ceppo sia dell'aquilano che del reatino), nella cucina (l'amatriciana dal punto di vista storico è un piatto abruzzese, come riportato anche dalla celeberrima guida Artusi) e - non di rado - anche nei sentimenti della gente. Per questioni meramente economiche il comune di Leonessa indisse il 30 novembre e il 1° dicembre 2008 per il passaggio all'Umbria mentre - per lo stesso motivo - i comuni di Amatrice e Accumoli sono intenzionati a passare alla provincia di Ascoli Piceno, nelle Marche. Si ricorda infine che la storica linea di confine tra Abruzzo e Lazio, esistente fino al 1927, è stata per tanti secoli un confine di Stato che divideva il territorio pontificio dal Regno di Napoli.

Abruzzo e Marche. A parte l'aggregazione di Ancarano dall'ascolano al teramano nel 1853 e la variazione confinale nei pressi della valle del fiume Castellano (il Regno delle due Sicilie cedette allo stato pontificio la frazione di Forcella acquistando Morrice e Casanuova), il confine è rimasto sempre immutato. Attualmente però alcuni paesi della Val Vibrata (Ancarano, Sant'Egidio alla Vibrata, Controguerra) nonché il comune montano di Valle Castellana col suo esteso territorio sarebbero interessati a passare alle Marche.

Molise e Campania. Nel 1861, con l'istituzione della provincia di Benevento, fino ad allora inesistente in quanto la città era una enclave dello Stato della Chiesa in territorio borbonico, il Molise cedette i comuni di: Baselice, Campolattaro, Casalduni, Ponte, Castelpagano, Castelvetere, Cercemaggiore (in seguito riunito alla provincia di Campobasso), Circello, Colle (ora Colle Sannita), Foiano (ora Foiano di Val Fortore), Morcone, Pontelandolfo (dove l'esercito sabaudo commise un'orribile strage ai danni della popolazione), Reino, San Lupo, Santa Croce di Morcone (l'attuale Santa Croce del Sannio) e Sassinoro. La provincia di Benevento venne creata in modo del tutto artificiale sventrando gli antichi e storici confini delle province napoletane.

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Campania

Campania e Molise. Nel 1861, in cambio dei territori dell'alto Sannio aggregati per la costituzione della provincia di Benevento, il campobassese acquistò i comuni dell'Alto Volturno, esattamente: Castellone, Cerro (ora Cerro al Volturno), Colli a Volturno, Filignano, Montaquila, Pizzone, Pozzilli con Conca Casale, Presenzano (tornato in Campania nel 1878), Rocchetta (ora Rocchetta a Volturno), San Vincenzo, Scapoli, Sesto (attualmente Sesto Campano, che sottolinea l'identità del territorio) e Venafro. Il dialetto in queste zone è marcatamente campano, proprio della bassa Terra di Lavoro, ma attualmente non vi sono proposte di riannessione alla Campania, in quanto ciò non apporterebbe benefici economici.

Campania e Lazio. In costruzione.

Campania e Puglia. In costruzione.

Campania e Basilicata. In costruzione.

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Puglia

Puglia e Molise. In costruzione.

Il Salento. In costruzione.

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Basilicata

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Calabria

Calabria e Basilicata. I confini attuali tra le due regioni sono quelli storici senza variazioni di sorta. Attualmente il comune di Rocca Imperiale avrebbe manifestato il desiderio di passare dalla provincia di Cosenza a quella di Matera.

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Sicilia

Della Sicilia, che è un'isola, pertanto dai confini perfettamente definiti, non ci sarebbe nulla da dire, a parte il discorso dell'appartenenza geografica dell'arcipelago maltese e dell'isola sommersa di Ferdinandea e della non appartenenza di Lampedusa e Lampione, geograficamente ascrivibili alla Tunisia. In realtà c'è un paese del messinese, denominato Pace del Mela, che auspicherebbe - sempre per motivi economici - un distacco dalla Regione siciliana per aggregarsi alla ... Liguria. Chissà se questo contorto progetto avrà seguito in futuro?

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