Città della Dalmazia settentrionale,
sul lato orientale del vallone omonimo percorso dal corso
inferiore del fiume Cherca.
L’ingresso al vallone avviene attraverso lo stretto
Canale di Sant'Antonio. La città
è situata su una piattaforma di fronte all’ingresso
del vallone.
La città vecchia raggruppata a
scaglioni attorno al suo vecchio castello in rovina, è
disposta a gradinata, per cui venne detta anche “La
piccola Genova”. Essa è un dedalo di
strette calli, mentre la parte esterna è ampia
e moderna. Da visitare innanzitutto la Piazza
dei Signori, in
stile veneto. Il monumento principale è la maestosa
la Cattedrale di S. Giacomo, l’esempio
architettonico rinascimentale più bello di tutta
la Dalmazia. Numerosi maestri presero parte alla sua costruzione,
tra cui il sebenzano Giorgio Orsini.
Di stile gotico, è costituita da tre navate. Sempre
nella piazza si trova la Loggia Grande, portata
a termine nel 1542 e recentemente restaurata. Accanto
vi sono la Loggia Piccola e il Palazzo del
Conte (Nicolò Marcello). Un’altra chiesa
interessante è quella di S. Giovanni.
Dominano sulla città gli antichi forti di S.
Anna e di S. Giovanni.
Sebenico entrò a far parte della
Repubblica di Venezia il 30 ottobre 1412; il dominio veneziano
apportò pace, benessere e rigogliosa fioritura
d’arte. Fu patria dello scrittore e patriota Niccolò
Tommaseo. Nel 1797 la città passò
all’impero austro-ungarico e venne retta fino a
fine Ottocento da una amministrazione italiana. L’italiano
fino ad un secolo fa era la lingua parlata correntemente
nella città, anche se gli italiani erano in minoranza
(1018 italiani su 6921 abitanti nel 1890). Dopo la Prima
guerra mondiale fu occupata dalle truppe italiane in forza
del Patto di Londra, ma nel Trattato di Rapallo fu ceduta
alla Jugoslavia e consegnata il 13 giugno 1922. Nel 1941,
durante la seconda guerra mondiale, venne riannessa all'Italia,
ma fu presto occupata dai tedeschi prima e dai soldati
di Tito poi. Da allora fu annessa forzatamente alla Jugoslavia
comunista, che cercò con ogni mezzo di cancellare
tutto ciò che sapesse di italiano. Oggi comunque
Sebenico è una città di media grandezza,
anche se l'economia e l'industria stentano a ripartire.
Il Parco nazionale
della Cherca
Vicino a Sebenico, sulla strada per Tenin,
merita attenzione il Parco Nazionale della Cherca. Il
parco, esteso per 111 kmq, si snoda lungo il corso del
fiume Cherca o Tizio,
il quale nascendo nelle altitudini impervie delle Alpi
Dinariche, giunge a valle formando un ampio bacino tra
i monti. Una porzione del parco comprende anche la parte
finale del fiume Cicola, fino
alla sua affluenza nella Cherca. Risalendo il corso del
fiume, si incontrano sette serie di cascate, tra cui la
più bella è quella più vicina al
mare (la Grande cascata di Scardona). In un bacino
del fiume, emerge l’isolotto di Pietra
Arida con un antico convento francescano,
che custodisce una preziosa biblioteca e un piccolo museo.
Ancora più a monte, sulla sponda del fiume, sorge
il monastero ortodosso di Sant'Arcangelo,
con una chiesa bizantina e il campanile in stile rinascimentale.
Il parco conta 860 specie di piante e 18 specie di pesci.
I canneti e i prati alluvionali sono ricchi di anfibi
e di uccelli, mentre le boscaglie e le pietraie nascondono
un grande numero di rettili.
Slosella
Slosella è
un piccolo paese sul mare poco distante da Sebenico in
direzione di Zara, che fino all'Ottocento aveva un consistente
nucleo di italiani. I turisti ne sono attratti più
che altro per le baie pittoresche nei suoi pressi. La
prima menzione nei documenti storici risale al 1298. Sono
conservati i resti di un muro di cinta del XVI secolo.
Fra gli edifici sacri è interessante la chiesa
parrocchiale barocca di S. Giorgio del 1506. Sul vicino
isolotto di S. Stefano sono venuti alla luce resti archeologici
romani e le rovine di un convento francescano del XVI
secolo.
Vodizze
Il paese di Vodizze
dista 13 km da Sebenico. Se ne fa menzione per la prima
volta in un documento del 1402. E' possibile vedere le
rovine di bastioni di difesa con una torre di guardia.
Nel cimitero si trova la chiesetta di S. Croce. Vodizze
vive soprattutto di turismo, favorito dalle insenature
circondate da macchia mediterranea. Gli abitanti si occupano
anche di agricoltura e di pesca. A tre km da Vodizze,
in direzione di Zara, si trova il piccolo villaggio di
pescatori di Trebocconi, posto
su una penisoletta che in passato era un'isola.
L'isola
di Mortero - Stretto di Lozze
Mortero (o "Morter") è
l'isola più grande dell'arcipelago sebenzano con
una superficie di 17,7 kmq e una popolazione di circa
5mila abitanti sparsi su quattro centri. L'isola è
collegata alla terraferma da un ponte di 40 m nell'abitato
di Stretto. Le principali occupazioni degli abitanti sono
l'agricoltura, l'allevamento, la pesca e il turismo.
Il paese più importante di Mortero
è Stretto di Lozze; il
centro storico è situato nell'isola, ma l'abitato
si estende anche sulla terraferma al di là del
ponte. Da vedere la chiesa di Santo Spirito del Cinquecento
e la svettante torre campanaria. Anche Stretto nel passato
aveva un forte nucleo di Italiani. Enrico Matcovich
da Stretto combattè al fianco dei Mille per la
conquista del Regno delle due Sicilie.
Dall'altra parte dell'isola giace il
tranquillo paese di Mortèro
(o Mòrter), tra le meravigliose
insenature che si affacciano dirimpetto alle isole Incoronate.
Il paesello, con le sue caratteristiche case dalmate,
sorge nei pressi dell'antico abitato romano di Colentum.
Da visitare la chiesetta di S. Rocco, ubicata in cima
ad una collina al di fuori del paese. Gli altri centri
dell'isola sono Bettina (notevole
la chiesa parrocchiale costruita nel XVII secolo) e Gèssera.
L'arcipelago
di Sebenico
L'arcipelago sebenzano è costituito
da numerose isole, isolette e scogli, compresi tra l'arcipelago
delle Incoronate e Punta Planca. Ne fanno parte le isole
di Mortero e di Crappano, trattate in altra sede. Dopo
Mortero la più grande isola è Zuri,
di 16,2 kmq. E' coperta da macchie e all'interno ha una
estesa piana carsica. L'abitato di Zuri,
lontano dalla costa, non possiede monumenti di particolare
interesse, tranne i resti di un forte bizantino posto
sulla collina che sovrasta il paese. Altre isole sono:
Slarino, molto caratteristica,
il cui abitato ha una interessantisima chiesa parrocchiale
barocca, del XVIII secolo; Capri
(molto più piccola dell'omonima isola napoletana)
con le caratteristiche coste frastagliate; Cacan,
di fronte alla precedente, disabitata; Provicchio,
di fronte a Vodizze, con gli abitati di Provicchio
e Seporine.