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CITTA' E PAESI DELLA DALMAZIA
Sabbioncello - Stagno



Sabbioncello

La penisola di Sabbioncello, la più vasta e la più popolosa penisola della Dalmazia, quasi con caratteri di isola, perché unita alla terraferma da un istmo molto esile, è lunga km 61,5 e ha un'area di 389 Kmq, è quindi superiore a Lesina e un poco più piccola della Brazza. E' percorsa, nel senso della lunghezza, da due catene montuose, che verso la metà della ponisola, dove questa viene ristretta dalla Valle Bratconizza a nordest e dalla baia Giuliana a sud ovest, si fondono abbassandosi, per sdoppiarsi di nuovo, includendo, tra i loro ripidi declivi, valli fertili e coltivate. Esse culminano nel massiccio del monte Vipera (961 m. s.l.m.). Nella fauna locale è notevole la presenza dello sciacallo.

Muovendosi da nordest in senso antiorario troviamo innanzitutto il paese di Rat, dove è da vedere un'interessante cappella dedicata a Santa Caterina; addentrandosi nella penisola, vi è Trappano, che vanta una rinascimentale chiesa della Madonna del Carmine, con lo stemma della famiglia Gondoli, palazzi rinascimentali e rovine di un castello. La punta occidentale della penisola è formata dal capo Gomena, a dolce pendio. Più a sud vi è la punta Ozit, alta 29 m. s.l.m. che, unita alla penisola da una bassa striscia di terreno, pare da lontano un isolotto. Muovendosi verso est si incontra l'abitato di Rosario, con la cappella di San Liberato e poi Queschio, minuscolo villaggio dall'aspetto tipicamente dalmata. Segue Sabbioncello, capoluogo della penisola. Nel XVI secolo fu uno dei più importanti centri marinari e in quel periodo venne eretto il castello intorno al quale sorse in seguito la borgata attuale. A due kilometri, verso il monte Sant'Elia, troviamo il convento francescano con un bel chiostro, una loggia e un quattrocentesco muro di cinta. Molto bello da vedersi è il sepolcro della famiglia Mimbelli. Infine vi è il villaggio di Trastenizza, in un'ampia baia tra secche, scogli ed isolotti.

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Stagno

La penisola di Sabbioncello è unita alla Dalmazia continentale tramite una sottile lingua di terra da cui partono i canali di Stagno Piccolo e di Stagno Grande. Sulla punta del primo vi è il paesino di Stagno Piccolo, cinto da vecchie mura. I Ragusani, per preservare la penisola dalle incursioni dei Turchi, chiusero l'istmo con un muro turrito e merlato, che in qualche tratto è doppio o triplo e abbastanza conservato. I Veneziani progettarono di aprire nell'istmo un canale. Dall'altra parte giace Stagno Grande, la romana Stagnum. Nel 1333 passò dal dominio di Stefano VI di Serbia a quello di Ragusa, che lo fortificò e ne fece una contea durata fino al 1815. In molte case è dipinta la figura di San Biagio, patrono di Ragusa di Dalmazia.

Stagno piccolo ebbe una presenza italiana fino alla fine dell'Ottocento, mentre a Stagno Grande ancora si contavano italiani all'epoca della Grande Guerra.

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