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CITTA' E PAESI DELLA DALMAZIA
Ragusa di Dalmazia



Ragusa di Dalmazia

Città della Dalmazia meridionale, sorta ove la fascia costiera quasi si annulla sotto le pendici del Monte San Sergio (m 40 s.l.m.), nel ben riparato Canale di Val Cassone dentro la fronteggiante isola di Lacroma, una delle ultime dell'arcipelago dalmata. Gli abitanti fuggiaschi della colonia greca e poi romana di Epidauro, che sorgeva più a sud, costruivano l'attuale Ragusa di Dalmazia (così denominata per distinguerla dalla Ragusa di Sicilia) su un isolotto roccioso presso la costa, dove oggi sorge la parte meridionale della città, separata dalla terraferma da uno stretto canale, riempito in tempi posteriori a formare l'arteria maggiore della città ("Lo Stradone"). Fu una Repubblica marinara indipendente (di fatto la quinta repubblica marinara italiana) gestita da undici nobili locali famiglie, tutte italiane (formanti il Patriziato Sovrano Originario) ed ebbe come lingua ufficiale il latino fino al 1472 e poi l'italiano; il nome croato di Dubrovnik (inizialmente Dabrovnik) non fu mai utilizzato nemmeno dagli Austriaci e comparve per la prima volta solo nel 1918-1919 dopo la nascita dello stato degli Slavi del sud (Iugoslavia). Distrutta in gran parte da un terremoto del 1667, Ragusa di Dalmazia è stata ricostruita su un piano assai regolare, per cui diversamente dalle altre città della Dalmazia qui le "calli" si presentano disposte parallelamente fra loro ad incontrare ad angolo retto lo Stradone, che da Porta Pila, scende fino alla Torre dell'orologio. Rimangono preziosi monumenti dell’arte romanica e del rinascimento, ma il tipo di città presenta l'aspetto di una gran massa di costruzioni simmetriche sormontata da cupole e campanili, di aspetto italiano, tanto da essere stata chiamata in passato la "Firenze dalmata". Di particolare interesse sono la Piazza della Loggia, la chiesa di S. Biagio, il palazzo dei Rettori e le mura della città. Nel 1806 il territorio della Repubblica fu occupato dai francesi e il 31 gennaio 1808 il Maresciallo Marmont annunciò la fine del secolare stato. Assegnata all'impero Austro-ungarico, Ragusa ebbe un'amministrazione italiana fino al 1899; il suo ultimo sindaco fu il conte Marino Bonda. Ai primi decenni del Novecento, nonostante la penetrazione in massa dell'elemento slavo dall'interno, vi erano forti nuclei di italiani (il censimento austriaco del 1900 ne conteggiava 548 contro 6100 serbo-croati); ora, secondo i censimenti ufficiali (ma tante persone preferiscono non dichiarare la loro italianità) ne sono rimasti in 36. Di recente, durante la guerra di Jugoslavia, Ragusa di Dalmazia è stata semidistrutta. Un noto personaggio dello spettacolo, zaratino ma nato a Ragusa, è lo stilista Ottavio Missoni.

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Slano - porto di Malfi - Gravosa

Tra Stagno Piccolo e Ragusa di Dalmazia troviamo il villaggio di Slano, piccolo paese che conserva vari monumenti antichi come i resti di un "castrum" romano, il Palazzo del Rettore, la Chiesa di San Biagio e un convento francescano con la chiesa di S. Girolamo. Andando più a sud, si passa nella zona del Porto di Malfi, un golfo molto caratteristico dove in tempi antichi sorsero numerose ville di famiglie patrizie ragusee, come i Gozze, i Saracca e i Sorgo. Il fiumicello Ombla forma una profonda insenatura di mare su cui giacciono numerosi villaggi, una volta tutti abitati da italiani. Alle porte di Ragusa infine vi è la borgata di Gravosa, un tempo paese a maggioranza italiana, dove sorsero varie residenze estive di nobili ragusei.

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La Valle dei Canali - Ragusavecchia - Gruda

La Valle dei Canali è un territorio che si estende per circa 40 chilometri lungo la costa dalmata tra Ragusa di Dalmazia e le Bocche di Càttaro. Il nome deriva dai canali costruiti dagli antichi romani per rifornire d'acqua la città di Epidaurus, l'odierna Ragusavecchia. I paesi più importanti sono Ragusavecchia e Gruda.

Ragusavecchia ha origini molto antiche: fu fondata dagli illiri, in seguito divenne città greca e poi romana. Fu distrutta dagli Avari nel 614, nel 1302 divenne possedimento della Repubblica di Ragusa. Un forte nucleo italiano ha nei secoli abitato la cittadina, tra cui i famosi Tino Patiera e Franco Supilo, quest'ultimo politico sostenitore della causa croata agli inizi del Novecento, che si fece cambiare il nome in Franjo.

Più a sud vi è il paese di Gruda, un agglomerato di case ai margini della piana dei Canali, che è il più importante centro agricolo della regione. A pochi km da Gruda, dopo il paesello di Molonta e la cosiddetta Punta d'Ostro, si entra nel territorio delle Bocche di Cattaro, ora facente parte del Montenegro.

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RAGUSA: LO STRADONE

RAGUSA: PIAZZA DELLA LOGGIA

PANORAMA DI RAGUSA

PIANTINA DI RAGUSA