Postumia Grotte
Il nome di Postumia discende da “Arae
Postumiae”, segno del limite estremo, per un
certo tempo, della conquista romana verso la Sava. Postumia
Grotte sorge a 554 m s.l.m. in mezzo ad una vasta conca,
sormontata a nord ovest dalla Selva di Piro (monte Secco
1313 m) e ad est dal Pomario (1268 m), che la separa dal
bacino carsico del Circonio, e a sud dall’Ossoinizza
(820 m). Sotto quest’ultimo passa il corso della
Piuca che proviene dal Monte Gradisca e attraversa la
conca stessa per uscirne, con un percorso sotterraneo,
verso la località di Planina alla Grotta col nome
di Unza, inabissarsi e uscire nuovamente (col nome di
Lubiana) nella Sava. Sebbene il torrente Piuca sia un
affluente della Sava (quindi è transalpino), nel
suo percorso sotterraneo attraversa monti e colline che
separano la conca di Postumia più dalla pianura
di Lubiana che dall’entroterra triestino. Trattasi
comunque di zone poco abitate, per cui un confine su questa
linea, così come quello definito a Rapallo nel
1920, è a maggior ragione corretto. Un discorso
simile può essere fatto per la conca di Circonio,
però in questo caso le alture che la dividono dal
lubianese sono minori da quelle che la separano dalle
valli del triestino.
Il censimento austriaco del 1910, noto
per le forzature dei dati in senso antiitaliano, non annoverava
italiani a Postumia, i quali invece erano presenti in
numero considerevole (775 unità su 4532 abitanti
totali) nel censimento italiano del 1921. Foto del periodo
austriaco mostrano cartelli turistici delle grotte scritti
in sloveno, tedesco e italiano. Il nome “Postumia”
entrò nella toponomastica ufficiale nel 1923 subentrando
a quello precedente (tedesco) di Adelsberg (mentre gli
slavi locali chiamavano il paese “Postojna”,
riprendendo l’antica dizione di “Arae Postumiae”).

Le Grotte di Postumia
La Piuca, nel suo percorso sotterraneo
che inizia a Postumia, ha scavato dei canali sotterranei
che formano un labirinto di grotte, le famose “Grotte
di Postumia”, uno spettacolare risultato dei fenomeni
carsici della zona. Scoperte circa 150 anni fa, grazie
ad esse il paese di Postumia è diventato una importante
località turistica internazionale. Di particolare
bellezza sono la “Grotta dell’imperatore Ferdinando”,
il “Monte Calvario”, il “Belvedere”
e la “Sala da ballo”. Nei laghetti del “Tartaro”
vive il Proteo (proteus anguineus), un piccolo anfibio
cieco di notevole interesse scientifico.

Castel Lueghi
A pochi kilometri da Postumia Grotte,
nello scomparso comune triestino di Bucuie, si trova il
caratteristico castel Lueghi. Questo edificio è
incassato in una caverna su una parete a precipizio alta
123 m sopra il punto dove si inabissa il torrente Bella.
I primi documenti scritti sul castel Lueghi risalgono
alla seconda metà del secolo XIII. Esso fu abitazione
tra gli altri del cavaliere Erasmo, il quale attirando
su di sé le ire dell’imperatore d’Austria
Federico III, si rifugiò nel castello fino a che
gli scagnozzi dell’Imperatore, complice un suo servo
infedele, lo ammazzarono. Il castello appartenne quindi
ai Kobenzl, poi ai conti Coronini, infine nel 1846 fu
acquistato dal principe Windischgratz.
Sotto al castello vi è la Grotta di Erasmo, la
quale snodandosi per circa 13 km di grotte e cunicoli,
è la più lunga del Carso dopo le Grotte
di Postumia.
