Isola dell'arcipelago meridionale dalmata,
allineata, insieme con le isolette di Cazza,
Cazziol e con gli scogli
Lagostini, a sud dell'isola di Curzola,
da cui è separata dal Canale di Lagosta.
La sua superficie è di kmq 44,4; la massima altitudine
che si riscontra nell'isola è di metri 417 (Monte
San Giorgio). Ha coste assai articolate, specie ad
ovest, ma rocciose; le temperature vi sono assai elevate
ed è soggetta allo scirocco. La vegetazione consta
di pini, corbezzoli, bossi e macchie. I centri abitati
più importanti sono il paese di Lagosta
nella costa settentrionale dell'isola, con la sua chiesa
gotico-rinascimentale di SS. Cosma e Damiano, e il villaggio
di Porto Rosso sulla costa
meridionale, dove si pescano le aragoste.
Insieme all'isola di Meleda e alla penisola
di Sabbioncello, Lagosta appartenne alla Repubblica di
Ragusa fino al 1810, dal cui capitanato dipendeva anche
dopo che la Dalmazia passò all'Austria (1815).
A differenza di tutte le altre isole e località
della Dalmazia, col Trattato di Rapallo alla fine della
Prima guerra mondiale venne aggregata all'Italia (provincia
di Zara), insieme all'isola di Pelagosa, frazione del
comune di Lagosta. L'assegnazione di Lagosta all'Italia
fu dovuta a motivi più strategici che etnici, essendo
essa l'isola più slava dell'arcipelago (a differenza
della vicina Lissa che invece andò alla Jugoslavia);
la centralità di Lagosta nell'Adriatico conferiva
all'Italia una buona posizione strategica. La popolazione
dell'isola, oggi completamente slava, fino agli anni Quaranta
aveva comunque una piccola percentuale di italiani. In
un’intervista rilasciata a Marzio Scaglioni, un
anziano esule da Lagosta riferiva che la popolazione italiana
fino agli anni Venti si aggirasse intorno al 5 % (famiglie
Martelletti, Sangaletti ecc.) degli abitanti. Alcune famiglie
emigrarono poi da Lissa, Curzola e Lesina dopo la loro
cessione alla Jugoslavia in seguito al Trattato di Rapallo;
il censimento italiano del 1921 annoverava 208 italiani
su 1558 abitanti. Visitando l'isola, è ancora possibile
vedere le tracce dei venticinque anni di amministrazione
italiana. Dopo la Seconda guerra mondiale, il Trattato
di Parigi del 1947 assegnò l'isola alla Jugoslavia;
solamente da pochi anni il governo croato ha deciso di
aprire l'isola al turismo.