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LA
REGIONE GEOGRAFICA ITALIANA
I CONFINI MARITTIMI D'ITALIA
Definizione della regione geografica
italiana
Si definisce Regione italiana (intesa in senso geografico)
quel territorio racchiuso dalla catena montuosa delle
Alpi e dai mari Mediterraneo, Adriatico, Jonio, Ligure,
di Corsica, di Sardegna e di Sicilia. I confini di tale
regione sono assai ben definiti, forse meglio che per
qualsiasi altra parte di Europa, in quanto le profondità
dei mari separano inequivocabilmente la piattaforma italiana
da quella delle altre regioni, mentre lo spartiacque alpino
divide le valli tributarie ai mari Adriatico e Ligure
da quelle transalpine con una linea di demarcazione quasi
sempre univocamente determinabile.
La linea dello spartiacque alpino, partendo
dal Monte Pelat (a sud-ovest del Colle della Maddalena),
passa per i passi del Monginevro, Moncenisio e Piccolo
San Bernardo, tocca la cima del Monte Bianco e del Cervino
e continua per i passi del Sempione e della Novena, il
Pizzo Medel e il Bernina, supera il passo di Resia e la
Vetta d’Italia ridiscende poi per i monti Coglians,
Tricorno e giunge alfine al valico di Nauporto. A sud
del Monte Pelat la linea di demarcazione della Regione
italiana potrebbe diventare oggetto di discussione in
quanto essa passerebbe non per alte vette di monti ma
per colline che digradano sempre più dolcemente
via via che ci si avvicina al mare. Stesso discorso vale
per i territori a sud-est del Valico di Nauporto. Per
quanto riguarda il confine occidentale, si è soliti
fare ricomprendere alla Regione italiana il bacino del
fiume Varo, in quanto si trova immediatamente ad est del
Monte Pelat e le colline meglio definiscono una linea
di demarcazione rispetto ad altri bacini limitrofi (Verdon
e Roia). Per ciò che concerne il confine orientale,
il discorso è più complesso, in quanto si
attraversa una regione carsica in cui non vi sono rilievi
di spicco ed inoltre i fiumi spesso hanno percorsi sotterranei
che rendono complessa l’analisi. Ad esempio il paese
di Postumia Grotte è situato nei pressi del torrente
Piuca, che è un sub-affluente della Sava, ma tale
fiume ad un certo punto si inoltra sotto terra e risbuca
al di là dell’abitato di Planina alla Grotta;
questo ci farebbe concludere che la conca di Postumia
sarebbe da ascrivere alla Regione balcanica piuttosto
che a quella italiana. Si fa presente però che
la conca di Postumia presenta rilievi meno irti verso
l’Adriatico che non verso Lubiana (è considerata
a tutti gli effetti facente parte del retroterra triestino),
inoltre il territorio da Postumia Grotte a Lubiana ha
anche una diversa conformazione del terreno: oltre i rilievi
prossimi a Longatico, Planina alla Grotta e Unza, vi sono
delle ampie vallate e il fenomeno del carsismo gradatamente
scompare. Seguendo questa ipotesi, si possono considerare
facenti parte alla Regione italiana sia la conca di Postumia
che il lago periodico di Circonio. Più a sud si
trovano le catene montuose del Monte Nevoso, del Risniak
e del Bittorai che con le loro altitudini lasciano meno
dubbi sulla linea di demarcazione in questa zona, che
prosegue fino a giungere al Passo di Vrata (o "Porta
Liburnica") e, passando per le dolci colline del
Vinodol (o Val di Vino), termina presso la Baia di Buccari.
Sono inoltre da includere alla Regione
italiana le isole di Sicilia, Sardegna e Corsica e arcipelaghi
e isole minori vicini alla penisola e ad esse, incluse
Malta, Linosa, Pianosa e Pelagosa, Cherso, Lussino e Veglia
(queste ultime tre benché da taluni assegnate alla
Dalmazia). La questione dei confini marittimi è
affrontata più approfonditamente nella pagina "I
confini marittimi d’Italia".
La Dalmazia non appartiene alla Regione
italiana (anche se alcuni geografi degli inizi del Novecento
facevano proseguire la linea di demarcazione oltre al
Passo di Vrata lungo le Alpi Dinariche); si ritiene che
essa si può considerare regione a sé stante,
essendo le sue caratteristiche geomorfologiche e climatiche
notevolmente diverse dalla Jugoslavia interna.
Il confine politico della Repubblica
italiana segue in massima parte lo spartiacque alpino,
eccezion fatta per:
- Il bacino del fiume Varo (ricompreso in massima parte
nella vecchia Contea di Nizza, ceduta alla Francia nel
1860)
- La Svizzera Italiana (valli del Ticino, Mesolcina,
Bregaglia, e di Poschiavo) e la val di Monastero
- La Venezia Giulia (bacino dell’Isonzo, entroterra
triestino e valle del Timavo, Istria e Liburnia, isole
di Cherso Lussino e Veglia; gran parte di questa regione
è stata ceduta alla Jugoslavia il 10 febbraio
1947)
- La Corsica (francese sin dal 1768).
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A queste regioni si aggiungano
territori minori, via via illustrati nelle varie
pagine del sito.
La Repubblica italiana si estende
per circa 301 mila kmq, contro i 322 mila kmq della
Regione italiana.
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Cartina
1: l'Italia e i territori irredenti |
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Confini geografici d'Italia e minoranze linguistiche
I limiti geografici di una regione hanno spesso una notevole
influenza sullo sviluppo di una civiltà e di una
nazione, in quanto gli ostacoli naturali (monti, mari,
grandi fiumi) non permettono di avere intensi rapporti
con le popolazioni che vivono al di là di tale
regione, mentre favoriscono quelli tra le popolazioni
all’interno di essa. Ciò è valido
per l’Italia più che per ogni altro stato
europeo; infatti, all’interno della Regione italiana,
cultura, lingua, tradizioni e costumi sono a schiacciante
maggioranza italiana, questo nonostante che per secoli
l’Italia è stata suddivisa in piccoli stati
e spesso è stata sotto dominazione straniera. Le
minoranze alloglotte nel territorio della Repubblica si
concentrano – com’è noto – in
Alto Adige (tedeschi) e Valle d’Aosta (franco-provenzali);
si rimanda per approfondimenti alle rispettive pagine
del sito; vi sono inoltre minoranze slavofone nelle province
di Udine, Gorizia e Trieste. Da ricordare inoltre le piccole
comunità albanesi in sparuti paesi di Abruzzo,
Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia, greche in Calabria
e Puglia, croate in Molise e tedesche in provincia di
Trento, in Veneto, Friuli, Valle d’Aosta e Piemonte.
Tali popolazioni alloglotte sono – ad eccezione
dell’Alto Adige – tutte perfettamente bilingui.
Se invece si considera la Regione italiana, i territori
non compresi nella Repubblica hanno subito in maniera
più o meno forte tutti la cultura dello stato a
cui appartengono, ma, nonostante ciò, si può
affermare senz'altro che la lingua italiana (o sue varietà
dialettali) è quasi sempre compresa e in molti
casi parlata. Le diverse situazioni che si sono venute
a creare nel corso degli anni in tali regioni, sono approfondite
nelle rispettive pagine del sito.
Infine, la Repubblica Italiana occupa
dei piccoli territori che si estendono oltre la regione
geografica (per quasi 700 kmq), quasi tutti italofoni.
Essi sono: la Val di Livigno, la Val di Lei, le fonti
della Drava (l’unico dove si parla il tedesco),
la val Canale oltre la Sella di Camporosso e Lampedusa;
territori minori (peraltro disabitati o quasi) sono presenti
in Alto Adige, come il Passo di Resia ecc.

Etnie e lingue in Europa
negli anni Trenta
La cartina seguente (tratta
dall'Enciclopedia Treccani) riporta la diffusione
linguistica degli anni Trenta. In essa si può
riscontrare il mistilinguismo sia di Alto Adige
che di Venezia Giulia; vengono inoltre incluse le
minoranze italiane in Dalmazia, mentre il maltese
ed il corso vengono considerate (a mio avviso a
ragione) varietà dialettali dell'italiano.
La Contea di Nizza invece era già soggetta
a francesizzazione. |
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Cartina
2: diffusione linguistica negli
anni '30
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I Confini marittimi d'Italia
I confini marittimi della Regione italiana sono semplici
da definire in quanto le profondità dei mari che
circondano la penisola separano perfettamente la sua piattaforma
dai restanti territori europei e africani. Quindi sono
da ascrivere alla Regione italiana le tre isole maggiori,
cioè Sicilia, Sardegna e Corsica.
Sono altresì ricomprese nella
piattaforma italiana le seguenti isole o arcipelaghi:
Lussino, Cherso e Veglia (che sono dal punto di vista
della struttura una continuazione dell'Istria), l'arcipelago
toscano, le isole laziali, campane, sarde e pugliesi (incluso
l'arcipelago di Pelagosa), le Eolie, le Egadi, Ustica,
Pantelleria, lo scoglio sottomarino di Ferdinandea, l'arcipelago
maltese e Linosa. Lampedusa e Lampione - politicamente
italiane - appartengono invece allo zoccolo africano.
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CARTINA
1
l'Italia
e i territori irredenti.
Cartina
etnico linguistica dell'Europa
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