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ISOLE IONIE E ALTRI TERRITORI



Le isole Ionie

Le isole Ionie sono indubbiamente al di fuori della regione geografica italiana, in quanto appartenenti alla piattaforma della penisola greca. Va però ricordato che anche quelle terre nascondono un legame storico e culturale con l'Italia. Infatti l'arcipelago delle Ionie e l'isola di Cerigo più a sud furono veneziani ininterrottamente dal 1420 al 1797 (tranne Corfù che era veneziana già dalla IV Crociata del 1202-1204). Le isole Ionie erano suddivise in due distretti: Corfù e Cefalonia. I Greci che abitavano le isole impararono il dialetto veneto, un idioma che, a differenza dei dalmati, era completamente estraneo e di carattere profondamente diverso dalla loro parlata originaria. Venezia dominò a lungo anche alcune roccaforti sulla terraferma greca: Parga, Preveza, Modone e Vonizza (oltre a Durazzo in Albania che nel Trecento era abitata anche da italiani).

Venezia protesse le isole dall'espansione ottomana; per questo motivo il legame tra le isole e la Serenissima nei secoli divenne molto stabile. La toponomastica originaria venne venetizzata: Corcira divenne Corfù, Leucade divenne Santa Maura, Zacinto divenne Zante e più a sud Citera divenne Cerigo (così come nell'Egeo Creta venne ribattezzata Candia, il Peloponneso Morea e l'Eubea Negroponte). Per un certo periodo furono sotto Venezia anche Cipro, Nasso e le Cicladi, il Negroponte, Candia, la Morea, Lemno ed altre isole greche, ma presto caddero sotto il dominio turco (il Ducato di Nasso nel 1556, Cipro nel 1571, Candia nel 1669). Anche la Repubblica di Genova aveva in Grecia il dominio su molte isole (avendo grossi traffici anche nel mar Nero e in Crimea), tra cui Samo e Chio, ma anch'esse furono in seguito conquistate dai Turchi (Samo cadde nel 1550, Chio nel 1556).

La cultura veneziana permase nelle Ionie anche dopo la caduta della Serenissima. Si ricordi che nel primo Ottocento il salotto mondano della corfiota Isabella Teotochi-Albrizzi (Teotoki era il cognome originario) era uno dei più frequentati di Venezia (immancabile era anche il suo conterraneo ed amante Ugo Foscolo). Intanto, dopo la caduta di Venezia, i Turchi sbarcarono e per un breve periodo stazionarono sulle isole Ionie (tranne che a Corfù , presa dai Francesi); ma Napoleone prima e gli Inglesi poi li scacciarono definitivamente.

Nella seconda metà dell'Ottocento è anche qui che rifiorisce la cultura greca moderna. I poeti Stefano Martzokis (Marzocchi era il cognome del padre, italiano dell'Emilia) e Geranimos Markonos, ionici di Corfù e Cefalonia, oltre che in neogreco, scrissero in italiano. Nel 1870 il governo greco (qui insediatosi nel 1864) fece, con durissimi provvedimenti, chiudere le scuole italiane di queste isole. A Corfù moltissimi rifugiati del Risorgimento trovarono a più riprese ospitalità. Niccolò Tommaseo, esule e perseguitato dagli Austriaci, sposò una donna veneto-greca di Corfù (Diamante Pavello-Artale), mentre Ugo Foscolo era nato a Zante da padre d'antica origine veneta (Andrea, medico dell'ospedale militare di Spalato) e da madre greca (Diamantina Spathis) per spostarsi poi a studiare a Spalato (per ben sette anni), Padova e Venezia. Il nazionalismo italiano più volte nel Novecento si spinse verso le isole Ionie: nel 1923 (sbarco a Corfù voluto propagandisticamente da Mussolini) e nel 1940 (attacco alla Grecia ancora voluto da Mussolini). Ancora negli anni sessanta del Novecento alcuni ricercatori poterono intervistare degli anziani di Corfù che parlavano il dialetto veneto.

Indice pagina

Storia di Corfù e delle altre isole Ionie

Venezia nel Quattrocento aveva un continuo progresso e una progressiva crescita dei suoi possessi nel mediterraneo ed aveva notato il valore delle isole Jonie, la loro posizione strategica nonché la loro ricchezza. Dopo due tentativi infruttuosi di annetterle, raggiunse lo scopo la terza volta nel 1386, dimodoché esse divennero parte della Serenissima. Esse furono governate da un "Provveditore Generale", nominato dal governo veneto. Venezia però aveva concesso parecchi privilegi all'amministrazione regionale. Ogni anno fu eletto dai nobili il "Gran Consiglio" che si occupava di vari argomenti sociali di Corfù e delle altre isole (sanità, educazione ecc.).

Corfù sotto Venezia venne duramente colpita da vari attacchi che provocarono gravi danni all'isola. I Turchi fecero tre tentativi per occupare l'isola senza però alcun successo (1537 - 1570 - 1716). Durante l'ultimo tentativo, secondo la tradizione l'isola fu salvata grazie all'intervento del suo Santo protettore, Santo Spiridone. Mentre inizialmente i turchi ottennero notevoli successi e stavano per entrare nella fortezza scoppiò un temporale tremendo, in piena estate, che affondò la loro flotta, costringendoli ad abbandonare l'isola. Questo temporale mandato da Dio fu considerato come un miracolo del Santo protettore e da allora ogni anno, l’11 agosto, in onore di questo miracolo, vengono effettuate delle cerimonie solenni e delle processioni. Per affrontare gli attacchi e le incursioni dei nemici i veneti rinforzarono i trinceramenti della fortezza, e ne costruirono una nuova con delle mura che circondavano tutta la città. Il fatto che oggi Corfù possiede un posto importante nella produzione d'olio, è dovuto alla sovvenzione che veniva offerta dai veneti ai produttori e a quelli che piantavano degli olivi.

Nel 1797 il trattato di Campoformio assegnò le "sette isole" Ionie al dominio francese. In seguito, con la collaborazione della Russia e Turchia contro la Francia, la flotta russo-turca conquistò prima le altre isole Jonie e infine conquistò anche Corfù dopo un assedio che durò 4 mesi (21/2/1799). Il capo della flotta, l'ammiraglio russo, Ussacof, cristiano ortodosso ripristinò la religione greco-ortodossa a scapito di quella cattolica. Abolì l'incarico del "Gran Sacerdote" che era in vigore dall'epoca degli andigavi e ristabilì l'istituzione dell'arcivescovo.

Con il trattato di Costantinopoli, il 21 Marzo 1800, viene istituita la ''Jonios Politia" (Stato Jonio), tanto autonoma da essere governata da un amministratore russo che pagava le tasse di vassallaggio in Turchia. Corfù divenne la capitale dello Stato nuovo che comprendeva tutte le isole Jonie. Con il trattato di Tilsit viene in seguito abolita la "Jonios Politia" e le "sette isole" vennero occupate dai francesi.

Nel 1814, con il trattato di Parigi, l'Inghilterra, la Russia,l' Austria e la Prussia si misero d'accordo per l'istituzione di uno Stato autonomo,con la denominazione "Stati uniti delle isole Jonie" sotto la protezione inglese. Corfù divenne la capitale e l'amministrazione assunse un governatore Inglese. In quel periodo venne istituita l'Accademia Jonia, (17-5-1824) dall'inglese filelleno Ghilford, che in effetti rappresenta la prima università greca. Vi insegnarono celebri professori di quel periodo e si laurearono scienziati importanti. In questo periodo si ha la formazione del Parlamento Ionio e dei primi partiti politici (radicali - conservatori-Catactonii). Qui arringavano i più celebri deputati radicali che rappresentavano il popolo e desideravano l'unione delle isole con la Grecia.

Il 21 Maggio 1864 con l'arrivo del nuovo re della Grecia Giorgio, le sette isole passano nelle mani dello stato greco. Da allora Corfù e le isole Jonie seguono il destino della Grecia. L'Italia si impossessa delle isole nel 1941 fino all'otto settembre; alla fine della II guerra mondiale esse vengono restituite alla Grecia.

Costituzione degli Stati Uniti delle Isole Ionie

Viene riportato a titolo informativo il primo capitolo della Costituzione degli Stati Uniti delle isole Jonie, sotto la dominazione inglese, scritta a Corfù il 28 dicembre 1817: promulgata il 1° gennaio 1818.

Giorgio III, per la grazia di Dio re del regno unito della Gran Bretagna e dell’Irlanda, difensore della fede, re di Annover ecc., a tutti e a ciascuno di coloro cui le presenti perverranno, salute.
Siccome nel secondo, terzo e quarto articolo del trattato sottoscritto a Parigi, il quinto giorno di novembre dell’anno di nostro Signore 1815, fra sua Maestà e le loro Maestà imperiale e reale l’imperatore d’Austria, re di Ungheria e di Boemia, l’imperator di tutte le Russie e il re di Prussia, il quale ha per titolo: Trattato che stabilisce il destino delle sette isole Jonie, è dichiarato che gli Stati Uniti delle isole Jonie debbano essere poste sotto l’immediata protezione di Sua Maestà britannica, suoi eredi e successori, che gli Stati Uniti suddetti debbano, coll’approvazione della potenza protettrice, regolare il loro interno ordinamento, e che per dare a ciascuna parte di questo ordinamento la solidità e l’attività necessaria, Sua Maestà britannica debba commettere ad un lord alto commissario, di risiedervi, investito di tutti poteri e di tutte le autorità opportune, e basare la riorganizzazione politica degli Stati Uniti jonii sull’ordinamento allora in vigore: il detto lord commissario e la detta potenza protettrice dovranno pure stabilire la forma di convocazione di un’assemblea legislativa per preparare una nuova costituzione degli stati, che Sua Maestà il re dei Regni Uniti della Gran Bretagna e dell’Irlanda sarà pregato di ratificare. E siccome il nostro fedele ed amico consigliere sir Thomas Maitland, cavaliere gran croce dell’ordine onorevole militare del Bagno, luogotenente generale dei nostri eserciti e comandante in capo delle nostre forze marittime, fu designato da noi a lord alto commissario, in virtù del suddetto trattato, onde regolare la forma di convocazione di un’assemblea legislativa: e siccome la detta assemblea legislativa, convocata conformemente a ciò che è preveduto nel trattato, preparò una nuova carta costituzionale per questi stati e ce l’ha presentata per l’organo di un nobile di ciascuna delle tre isole principali degli stati jonii: la suddetta costituzione stabilita dietro il modo su espresso, debitamente firmata dai vari membri dell’assemblea, reggerà d’or innanzi i destini delle isole Jonie.

CAPO I
ORDINAMENTO GENERALE
Art. 1 – Gli Stati Uniti delle isole Jonie sono composti di Corfù, Cefalonia, Zante, Santa Maura, Itaca, Cerigo, Paxo e delle altre piccole isole situate lungo le coste dell’Albania e della Morea, le quali appartenevano altra volta alla repubblica di Venezia.
Art. 2 – Il luogo della residenza del governo generale degli Stati Uniti delle isole Jonie è costantemente stabilito nella città capitale dell’isola di Corfù.
Art. 3 – La religione dominante di questi stati è la religione greca ortodossa. Qualunque altra forma di religione cristiana, come si vedrà in appresso, vi è protetta.
Art. 4 – La lingua di questi stati è la greca: per conseguenza, si dichiara essere della più grande importanza che la lingua nazionale divenga, il più presto possibile, quella in cui si dovranno scrivere tutti gli atti del governo e tutti i processi giudiziarii, quella che sarà riconosciuta come la sola lingua di cui si potrà far uso in qualunque scritto officiale.
Art. 5 – Siccome non è possibile mettere in esecuzione immediatamente questa massima, perocché quasi tutti gli affari del paese furono sino al presente trattati in lingua italiana, è stabilito che tutti gli affari pubblici, durante il primo parlamento, saranno trattati in lingua italiana, salvi ed eccettuati gli affari delle corti inferiori, in cui il governo potrà credere a proposito d’introdurre la lingua del paese, nello scopo d’incoraggiarla e propagarla.
Art. 6 – Nello stesso scopo d’incoraggiare la propagazione, sia della lingua della potenza protettrice, sia di quella degli stati protetti, S.A. il presidente e il senato saranno tenuti, sei giorni dopo la prima seduta di ciascun parlamento, ad inviare un progetto di legge all’assemblea legislativa riguardante l’estensione che dar si potrebbe all’uso della lingua del paese negli altri dipartimenti del governo e nella totalità degli stati. D’altronde, rimane stabilito sino all’istante in cui sarà emanata una legge per dichiarare la lingua greca sola lingua officiale, che la sola di cui si potrà far uso per far copie o per altri oggetti, sarà quella della potenza protettrice, vale a dire la lingua inglese.
Art. 7 – Il governo civile di questi stati sarà composto di un’assemblea legislativa, di un senato e di un potere giudiziario.
Art. 8 – Il comando militare di questi stati essendo stato devoluto dal trattato di Parigi al comandante in capo degli eserciti di S.M. il re protettore, resta in mano dello stesso comandante.
Art. 9 – L’assemblea legislativa sarà eletta dal corpo dei nobili elettori, nel modo e nelle forme qui appresso.
Art. 10 – I senatori saranno eletti nel seno dell’assemblea legislativa, nel modo e nelle forme che si vedranno stabilite in appresso.
Art. 11 – Il potere giudiziario sarà eletto dal senato nel modo e nelle forme che verranno indicate.
Art. 12 – Queste elezioni, come quelle di qualunque altro impiego civile, non saranno valide che per cinque anni, salva la disposizione che si potrà prendere in appresso a questo proposito.
Art. 13 – In capo ai cinque anni, qualunque impiego cessa intieramente di dritto, e la nuova elezione della nuova assemblea legislativa dovrà aver luogo il giorno stesso in cui spira il termine dei cinque anni: tuttavolta, S.A. il presidente del senato, i prestantissimi senatori, i prestantissimi reggenti dei governi locali, come pare i sudditi e gl’impiegati ministeriali dei varii dipartimenti, continueranno nell’esercizio dei loro impieghi fino a che non saranno nominati i loro successori: d’altronde, essi possono venir rieletti.
Art. 14 – Ogniqualvolta l’assemblea legislativa si riunisce nella sede del governo, questa assemblea chiamasi il parlamento degli Stati Uniti delle isole Jonie. Questa riunione, essendo la prima, chiamasi la prima riunione del primo parlamento.
Art. 15 – Il secondo parlamento e le riunioni susseguenti saranno denominate secondo le stesse regole e nel modo medesimo per ordine numerale.
Art. 16 – Tutti gli atti dell’assemblea legislativa, del senato e in generale di tutti i dipartimenti del governo, saranno registrati secondo l’epoca del parlamento e della riunione in cui saranno stati presi, ovvero secondo il modo con cui saranno messi in esecuzione.
Art. 17 – Durante il primo parlamento avrà luogo ogni anno una riunione legale, nel primo giorno di marzo, e continuerà ad essere in azione per tre mesi. Ma questa stessa riunione, in caso d’urgenza, potrà venir prolungata al di là di questo termine e per quel tempo che sarà dichiarato dal senato colla approvazione di S.E. il lord alto commissario di S.M. il re protettore.
Art. 18 – Nei parlamenti susseguenti, una riunione avrà luogo ogni due anni il primo giorno di marzo, e rimarrassi in attività per uno spazio di tempo eguale a quello che venne stabilito nell’articolo precedente.
Art. 19 – Il potere di convocare o di prorogare il parlamento in caso di urgenza risiede nell’E.S. il lord alto commissario del re protettore: ma in questo caso il parlamento non potrà essere prorogato oltre a sei mesi.
Art. 20 – Il potere di sciogliere il parlamento in caso d’urgenza è riserbato a S.M. il re protettore col mezzo di un ordine emanato dal suo consiglio.
Art. 21 – Ogniqualvolta il parlamento è prorogato, la riunione dell’assemblea legislativa cessa immediatamente, e in tutto il tempo della prorogazione, tutti gli atti, di qualunque natura siano, che non avranno ricevuto il loro intiero compimento prima della prorogazione, saranno nulli e di nessun valore.
Art. 22 – Quando il parlamento è disciolto, tutti i bill degli atti, di qualunque natura siano, che non avranno ricevuto il loro pieno compimento, saranno nulli, e lo saranno pure quando il parlamento cessa naturalmente.
Art. 23 – L’instruzione politica essendo uno degli oggetti più essenziali e più inseparabili dalla prosperità e dal ben essere di tutti gli stati, e la morale come pure la religione del paese richiedendo che sovrattutto gli ecclesiastici ricevano una liberale e conveniente instruzione, è dichiarato che uno dei primi doveri, subito dopo la riunione del parlamento, che terrà dietro alla ratificazione della presente carta costituzionale, per parte di S.M. il re protettore, sarà quello di prendere le misure opportune, anzitutto per l’instruzione di scuole elementari, quindi per lo stabilimento di un collegio pei diversi rami delle scienze, delle lettere e delle arti.

Segnato: B. Theotoki, presidente. - Cav. Calichiopulo. - Alessandro Marietti. - Niccolò Anino Anas°. - Vettor Caridi. - D. Foscardi. - D. Bulzo. - Felice Zambelly. - Basilio Zaro. - Valerio Stai. - Giovanni Morichi. - Stefano Palazzuol Scordilli. - Anastasio Battali. - Anastasio Cassimati. - Giacomo Calichiopulo Manzaro. - Spiridione Giallina Ym Anastasio. - An.° Tom.° Lefcochilo. - Cav. Niccolò Agorosto. - Marino Veia. - Niccolò D. Dallaporta. - Spiridione Metaxa Liseo. - Pietro Caidan. - Sebastiano D Schiadan. - Daniele Coidan. - Paolo Gentilini. - Spiridione Focca Gio. - Demetrio Arvanitachi. - Dionisio Genimata. - Giulio Domeneghini. - Francesco Mazzan. - Angelo Mercati. - Giovanni Melissimo. - Marino Stefano. - Angelo Condari. - Niccolò Cavada. - Pietro Petrizzopulo. - Gio. Psoma. - Niccolò Vretto. - Giorgio Massello. - Stefano Fanarioli. - Riccardo Plasket, segretario. - Dom. Valsamachi, segretario.

 

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