Cittadina situata nella parte nord orientale
della cosiddetta Piana di Imota, a circa 400 metri sul
livello del mare. Gli abitanti di Imoschi e della regione
circostante si occupano principalmente di agricoltura,
pastorizia e commercio. Il paese viene menzionato per
la prima volta da Costantino Porfirogeneto; nel XIV secolo
era possedimento dei re bosniaci, in seguito degli ungheresi.
Nel 1493 gli Ottomani conquistarono la fortezza del paese
e rimasero padroni fino al 1715 quando furono subentrati
dai veneziani. Di questo periodo era la vecchia chiesa
di S. Francesco, fatta costruire nel 1736 e poi sostituita
da una più grande, consacrata nel 1904 alla cui
costruzione fece parte l'artista di origine italiana Giuseppe
Botteri Dini di Spalato. Nei pressi di Imoschi vi sono
i paesi di Postragne, Villa
Franceschi e, più vicini alla costa,
Zagost (famosa per l'industria
del carbone vegetale) e Poglizza,
di cui si è parlato nella pagina dedicata ad Almissa.
Ai margini della città si trovano
i laghi di Imoschi. Essi rappresentano uno strano
fenomeno geologico e idrologico, in quanto sono comparsi
in seguito allo sprofondamento di uno strato di terra
che copriva precedenti laghi carsici sotterranei. Il Lago
Azzurro è lungo 800 m per 400 e la
sua profondità massima si aggira sui 90 metri.
Talvolta capita che d'estate resti all'asciutto. Il Lago
Rosso è più piccolo (200 metri
per 300) ma è molto più profondo, superando
i 250 metri di profondità massima. Il nome del
lago deriva dalle pareti rocciose che lo circondano e
si riflettono sull'acqua.