Il paese di Circonio (m 575 s.l.m.) è
al punto più settentrionale di una vasta valle
chiusa, dove si trova il caratteristico lago periodico
di Circonio, detto anche “Palude Lugea”.
La pianura, di forma ellittica, livellata, attorno alla
quale spiccano tanti graziosi villaggi, è chiusa
intorno da monti boscosi ad ovest e a sud, mentre ad est
scendono i pendii prativi del monte Slivnizza (m. 1114).
Il fondo nei mesi estivi e autunnali è ben coltivato,
ma quando sull’esteso bacino idrico della vallata
cadono piogge molto abbondanti, la pianura si riempie
in circa tre giorni di acqua. Capita raramente che passi
un’invernata senza piena. Qualche volta le acque
non vengono smaltite per un anno intero. A sud ovest esiste
una parte costantemente coperta di acqua, il vero lago
di Circonio. Il principale portatore di acqua è
il torrente Circonio. Le acque della palude trovano sfogo
in pozzi naturali e crepacci, oltre che negli emissari
Grande Carlouza e Piccola Carlouza. La conca di Circonio
è superficialmente isolata sia dalle valli tributarie
dell’Adriatico sia da quelle danubiane, questo rende
dubbia la sua appartenenza alla regione geografica italiana,
pur sostenuta da alcuni geografi e presa in esame al Patto
di Londra. D’altro canto, è vero che se Postumia
Grotte può considerarsi ancora parte dell’entroterra
triestino, la posizione di Circonio e della sua vallata
è alquanto prossima al lubianese. La popolazione
dei paesi della conca (Circonio, Olisa, Borgovecchio,
Casarsca, Scilze, Begugne, Oblosca ecc.) è - ed
è stata - slava. L’Italia propose al Patto
di Londra l’annessione della Conca di Circonio al
Regno, ma si concordò il confine definitivo per
una linea che, escludendola, passava per le più
alte vette del Pomario e del Monte dei Pini.
Il Monte Nevoso
Il Nevoso, con i suoi 1796 metri è
la vetta più alta del territorio alle spalle di
Trieste. Dalla sua cima, che domina isolata su un vasto
orizzonte, si gode un panorama estesissimo: verso sud
il Quarnaro con le sue isole, a nord le Alpi, tutt'intorno
un mare sterminato di boschi.
Il gruppo si eleva sul margine nord-orientale del vasto
altopiano della Piuca, che da S.Pietro del Carso e Postumia
si estende verso sud-est tra la valle del Timavo e quella
del Circonio. Le due vette maggiori sono appunto il Monte
Nevoso a sud e il Pomario a nord.
La quota, l'isolamento e la lontananza dai due golfi di
Trieste e del Quarnaro sono fattori che determinano abbondanti
precipitazioni nevose, con permanenza della neve fino
a primavera inoltrata. Tale caratteristica ha reso famosa
questa cima fin dai tempi antichi, infatti già
i Romani lo avevano battezzato Albio.
La zona attorno costituisce, per ricchezza e varietà
della vegetazione un'importante riserva naturale botanica.
Qui si trovano infatti molte specie floristiche che si
incontrano sia sulle Alpi che nei Balcani. Attorno alla
vetta, in particolare, si trovano specie relitto di ere
geologiche passate.
La conformazione del territorio è tipicamente carsica,
molto mossa, con moltissime doline, grotte, baratri e
campi solcati. In tutta l'area, quindi, non esistono corsi
d'acqua superficiali.
In quest'ambiente ancora integro e selvaggio vivono orsi,
cervi, cinghiali, qualche lince e tanti altri animali
selvatici.