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CITTA' E PAESI DELLA VENEZIA GIULIA
Abbazia ed Albona



Abbazia

Ridente cittadina situata in posizione incantevole nella costa liburnica, a una dozzina di kilometri da Fiume. Sorta nei pressi di un'abbazia benedettina del secolo XV, cominciò ad essere frequentata quale stazione climatica estiva e invernale soltanto dopo che, nel 1844, il fiumano Iginio Sciarra vi ebbe fatto costruire la bellissima Villa Angiolina. La sua tradizione alberghiera risale alla fine del XIX secolo, quando le famiglie reali austriache ed importanti personaggi della realtà culturale italiana la scelsero per i loro soggiorni marini. Giustamente famosa la passeggiata pedonale che costeggia il mare lungo tutta l'ampiezza della città. Abbazia guarda verso sudest mentre alle spalle è riparata dai monti della Caldera. Questa sua posizione fa sì che essa gode di un ottimo clima, con inverni mitissimi ed estati fresche.

Dopo la dominazione austriaca, Abbazia entra a far parte dell'Italia nel 1920, dapprima nella provincia di Pola, poi (dal 1924) in quella di Fiume. La composizione etnica del paese era mista di italiani, slavi e tedeschi. Nel 1943, in seguito all'8 settembre, comincia il martirio della componente italiana della città: i titini vi entrano e commettono crimini orrendi e inauditi. Molti vengono arrestati ed in seguito torturati fino alla morte, come l'insegnante Elvezia Bacci-Ferrari il cui corpo, seviziato e martoriato, viene trovato nel vicino bosco di Pogliane. Dopo la parentesi tedesca, ai primi di maggio del 1945, a guerra finita, i partigiani di Tito invadono nuovamente la città. Ricordo, tra gli altri, la fine del direttore didattico Giuseppe Tosi, il quale, arrestato dai titini, viene legato, nudo, al tronco di un albero e flagellato e torturato a sangue. Il suo corpo viene in seguito gettato nel mare antistante. La città di Roma gli ha intitolato la scuola elementare nel Quartiere Giuliano Dalmata.

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Albona

Ridente cittadina della costa orientale dell'Istria, a 3 km dal mare, su un ripido colle in posizione dominante, a 320 m s.l.m.. Di origine romana, sorse lungo la via che da Pola portava a Tarsatica (l'odierna Fiume). Per l'ordinamento di Augusto che portò il Confine d'Italia all'Arsa, fece parte della Dalmazia; sembra però certo che al tempo di Costantino fosse unita all'Istria. Nel medioevo sostenne varie guerre con i vicini, finché nel 1420 si diede a Venezia. Famoso è il duomo, la casa Scampicchio col suo bel cortile, la porta S. Fiore, la Loggia e il palazzo Lazzarini.

Albona, dopo la dominazione austriaca, nel 1920 viene a far parte dell'Italia e ci resterà fino alla seconda guerra mondiale. Il censimento del 1921 contava nel comune di Albona e Arsa 7737 italiani e 6405 slavi. Dopo l'8 settembre 1943 Albona è occupata dalle truppe partigiane di Tito. Le nefandezze compiute dai titini non risparmiano neppure questa città. Testimonianze dell'epoca riportano che il 5 ottobre 1943, in seguito all'ingresso delle truppe titine, 19 Italiani di Arsia e Albona vengono rinchiusi nelle carceri di Santa Marina. Poi, nudi e scalzi, vengono legati a catena con filo di ferro e trascinati sulle rocce appuntite della scogliera. In un'insenatura vengono indi uccisi a colpi di mitragliatrice. I titini torneranno ad Albona nel 1945; il 24 luglio assassineranno, annegandoli, 64 italiani. Nel 1947 la città, ormai abbandonata dalla quasi totalità degli italiani, entra a far parte della Jugoslavia di Tito.

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